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1500 a.c.
La descrizione di persone con disturbi
attribuibili al diabete (sete intensa e
urina molto abbondante) viene messa su
papiri ritrovati in anni recenti nella
località egiziana di Ebers. |
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50 a.c. Un
famoso medico e chirurgo indiano di nome
Susruta descrive casi di persone che
urinavano molto e la cui urina attraeva le
mosche ed era di sapore dolce. Si trattava
certamente di diabetici. |
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150 d.c. Areteo
di Cappadocia, famosissimo medico,
probabilmente fu il primo che usò il termine
diabete che descrive in questo modo: Il
diabete è una malattia terribile, non molto
frequente nell’uomo, caratterizzata dalla
liquefazione del corpo e delle membra
nell’urina. Il malato non smette mai di
urinare ed il flusso è continuo come quello
di un acquedotto. La sopravvivenza è breve,
sofferta e dolorosa, la sete irrefrenabile,
il bere esagerato ma ancora sproporzionato
alla grande abbondanza delle urine. Non è
possibile arrestare il bere e l’urinare dei
diabetici. Se smettono di bere per un
momento, la bocca si asciuga e il corpo si
secca; i visceri sembrano inariditi; i
malati hanno nausea, non trovano pace, hanno
una sete terribile e muoiono entro breve
tempo. Si tratta della descrizione di casi
di quello che oggi chiamiamo diabete tipo 1
che, in un’epoca in cui la terapia
insulinica non era possibile, si presentava
in maniera eclatante. |
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1000 Il persiano
Avicenna descrive una forma di diabete che
oggi chiameremmo tipo 1 ed una forma che
oggi chiameremmo tipo 2 |
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1774 Matthew
Dobson scopre che il sapore dolce delle
urine dei diabetici è dovuto alla presenza
di glucosio |
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1850-70 Il
francese Claude Bernand identifica il ruolo
del fegato come organo che produce glucosio
e definisce alcuni concetti chiave
dell’omeostasi |
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1869 Il tedesco
Paul Langerhans identifica nel pancreas
multipli agglomerati di cellule diverse che
prenderanno il nome di isole di Langerhans.
Tali isole contengono le cellule che
producono l’insulina |
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1889
L’austriaco Oskar Minkowski, insieme al
connazionale Joseph von Mering, scopre che
asportando il pancreas al cane si sviluppa
il diabete e identifica quindi il ruolo del
pancreas nel controllare i livelli di
glicemia |
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1910 Sir Edward
Albert Sharpey-Schafer coniò il nome
insulina per una sostanza prodotta dalle
isole di Langerhans che lui riteneva
mancante nelle persone con diabete |
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1921 Banting,
Best, Collips e McLeod allestiscono estratti
pancreatici ricchi di insulina che riducono
la glicemia quando iniettati a cani resi
diabetici con la rimozione del pancreas. E’
la scoperta (premiata con premio Nobel) che
prelude al trattamento del diabete con
insulina e permette di cambiare la
prospettiva di vita dei diabetici tipo 1 (insulino-dipendenti)
che prima morivano in tempi rapidi dopo la
diagnosi della malattia. |
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1922 Primo
paziente trattato con insulina. E’ un
ragazzo di 14 anni (Leonard Thompson). E’
una svolta epocale nella storia della
malattia che diventa curabile. Rapidamente
vengono messe in commercio insuline di
estrazione bovina.
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1936
Sperimentazioni da parte del danese Hans Christian
Hagedorn di formulazioni di insulina legata alla
protamina per rallentarne l’assorbimento. E’ la
premessa all’allestimento dell’insulina NPH,
commercializzata nel 1950. Il principio è sfruttato
anche oggi per le formulazioni di insulina ad azione
intermedia. |
1942 Scoperta
casuale da parte del francese dr. Marcel Janbon che
alcuni sulfamidici, usati per curare le infezioni,
abbassavano la glicemia. E’ la premessa allo
sviluppo, a cura di August Loubatieres, e poi
all’uso clinico delle sulfoniluree che entrano in
commercio nel 1955 e che ancora oggi sono largamente
utilizzate per la terapia orale del diabete tipo 2 (non-insulino-dipendente).
1958
Disponibilità di strisce affidabili per la
determinazione della glicosuria con metodo a lettura
visiva.
1961 Immissione
in commercio della metformina, il farmaco che ancora
oggi è indicato dalle linee guida internazionali
come il primo antidiabetico da impiegare per la
terapia orale del diabete tipo 2 (non-insulino-dipendente).
1964
Disponibilità di strisce affidabili per la
determinazione della glicemia con metodo a lettura
visiva.
1966 Primo
trapianto di pancreas nell’uomo a Minneapolis (USA).
I trapianti usati per la cura del diabete tipo 1
verranno eseguiti circa 20 anni dopo.
1967 Viene
realizzato il primo strumento per la determinazione
della glicemia su una goccia di sangue capillare. E’
la premessa per l’avvio dell’autocontrollo glicemico
domiciliare.
1972
Introduzione dell’emoglobina glicata (HbA1c) come
parametro di valutazione a lungo termine (tre mesi)
del compenso glicemico.
1974 Immissione
in commercio delle insuline porcine monocomponenti
che hanno il vantaggio di essere meno immunogene e,
quindi, di evocare meno delle altre la formazione di
anticorpi anti-insulina.
1979 Primi
pazienti trattati con microinfusori per la terapia
insulinica intensiva.
1980 Primo
paziente trattato con insulina umana ottenuta con
l’ingegneria genetica (tecnica del DNA ricombinante
applicata al batterio Escherichia Coli).
1986 Immissione
in commercio delle penne (iniettori) che usano
cartucce intercambiabili per la terapia insulina.
1987 Primo
trapianto di insule pancreatiche nell’uomo per la
cura del diabete tipo 1.
1993 Lo studio
americano DCCT dimostra che nel diabete tipo 1
tenere le glicemie più basse riduce il rischio di
complicanze croniche.
1996 Immissione
in commercio del primo analogo dell’insulina. Si
tratta di insulina sintetica resa lievemente diversa
da quella naturale per modificarne la velocità di
assorbimento e, quindi, la velocità di azione.
1998 Lo studio
inglese UKPDS dimostra che nel diabete tipo 2 tenere
le glicemie più basse riduce il rischio di
complicanze croniche.
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