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ACE inibitori
Classe di farmaci per curare l’ipertensione. Sono la
prima scelta terapeutica nel diabete.
Acetone
E’
uno dei corpi chetonici. Compare nell’alito (che ha
odore di “frutta matura”) in caso di grave scompenso
del diabete tipo 1.
Acido acetilsalicilico
E’
il principio attivo dell’Aspirina e di altri
prodotti simili che vengono spesso prescritti ai
diabetici per ridurre il rischio di trombosi
contrastando l’aggregazione delle piastrine
(“fluidificano il sangue”).
Ago usa e getta
Si
tratta del piccolo ago che viene montato sulla penna
usata per l’iniezione dell’insulina. Ce ne sono di
diversa lunghezza (6,8,12 mm) e spessore (20,30,31
g).
Albuminuria
L’albumina è una delle principali proteine del
sangue e in genere non viene filtrata dal rene se
questo non ha una funzione alterata. Quantità
limitate di albumina nelle urine definiscono la
presenza di microalbuminuria. Quantità di albumina
nelle urine superiore a 300 mg al giorno definiscono
la presenza di albuminuria (o proteinuria).
Alimenti per diabetici
Si
tratta in genere di alimenti (es. pane e derivati,
pasta) che vengono arricchiti di fibre vegetali per
rallentare l’assorbimento dei carboidrati contenuti
negli alimenti. Da notare che non contengono meno
calorie, quindi non fanno dimagrire. Accanto a
questi sono venduti alimenti definiti impropriamente
per diabetici (es mele per diabetici).
Alterata glicemia a digiuno
E’
una condizione di elevato rischio di sviluppare
diabete ed è definita da una glicemia a digiuno fra
100 e 125 mg/dl.
Amino acidi
Sono circa 25 e compongono le proteine. In
situazioni particolari vengono utilizzati a scopo
energetico come alternativa al glucosio e agli acidi
grassi liberi. Praticamente tutte le cellule possono
sintetizzare proteine a partire da amino acidi e
possono ossidare (“bruciare”) amino acidi a scopo
energetico.
Analoghi dell’insulina
Sono molecole di insulina modificate con varie
tecniche al fine di variarne i tempi d’azione
accelerandoli (es. insulina lispro, insulina aspart,
insulina glulisina) oppure rallentandoli (es.
insulina glargina, insulina detemir).
Analoghi di GLP-1
Classe di farmaci per il trattamento del diabete
tipo 2. Includono exenatide e liraglutide. Sono
farmaci da iniettare sottocute che aumentano la
secrezione di insulina e inibiscono la secrezione di
glucagone. Riducono anche l’appetito e fanno perdere
peso.
Angioplastica percutanea
Tecnica che prevede, durante un’angiografia, di
allargare il diametro di un’arteria ristretta
dall’arteriosclerosi mediante un palloncino
gonfiabile.
Antiaggreganti piastrinici
Sono farmaci, come l’acido acetilsalicilico
(Aspirina), che vengono spesso prescritti ai
diabetici per ridurre il rischio di trombosi
contrastando l’aggregazione delle piastrine
(“fluidificano il sangue”).
Anticorpi anti-insulina
Vengono prodotti contro l’insulina nell’ambito
dell’autoimmunità del diabete tipo 1. Erano prodotti
anche contro insuline estrattive (bovine o porcine)
che non sono più in uso e sono quindi misurabili in
persone trattate in passato con queste insuline.
Quando presenti rendono instabile la glicemia perché
legano e rilasciano l’insulina in maniera
imprevedibile.
Arteriografia
Esame radiologico basato sull’iniezione in
un’arteria di mezzo di contrasto per studiarne la
forma e valutarne il flusso di sangue. Nel diabete
viene utilizzata per studiare soprattutto le arterie
delle gambe e le coronarie (coronarografia).
Arteriopatia obliterante degli arti inferiori
Condizione in cui le arterie delle gambe presentano
placche aterosclerotiche e restringimenti (stenosi)
che diminuiscono il flusso del sangue. Può comparire
nel diabete, soprattutto quando il compenso
glicemico è stato lungamente insoddisfacente e in
particolare nei soggetti che hanno fumato molto.
Aspirina (vedi acido acetilsalicilico)
Autoanticorpi
Vengono prodotti per cause ancora poco note contro
costituenti delle cellule che fabbricano l’insulina
nel pancreas e sono i protagonisti dell’autoimmunità
che causa il diabete tipo 1. Vengono misurati alla
diagnosi del diabete di tipo 1 per avere certezze in
casi dubbi. Possono essere presenti anche mesi/anni
prima della comparsa dell’iperglicemia e possono
essere usati come indicatori di rischio di malattia.
Automonitoraggio glicemico
Misurazioni domiciliari delle glicemie mediante un
glucometro.
Beta-boccanti
Classe di farmaci per curare l’ipertensione e
ridurre il lavoro del cuore. Spesso usati nel
diabete, soprattutto quando c’è cardiopatia
ischemica.
Biguanidi
Classe di farmaci orali per il trattamento del
diabete tipo 2. Includono la metformina. Agiscono
soprattutto riducendo l’insulino-resistenza, con un
effetto più marcato sul fegato.
Biotesiometria
E’
la misurazione della sensibilità vibratoria mediante
un apparecchio detto biotesiometro.
Body mass index (o BMI)
E’
il parametro più utilizzato per definire lo stato di
nutrizione e la presenza di sovrappeso o obesità. Si
calcola dividendo il peso (in kg) per l’altezza (in
metri) e dividendo il risultato per l’altezza in
metri. Ad esempio: peso 80 kg, altezza 1,75; il
calcolo del BMI è 80:1,75=45,71; 45,71:1,75=26,12.
Le categorie di BMI sono le seguenti: meno di
20=sottopeso; 20-24,99=normopeso;
25-29,99=sovrappeso; 30-34,99=obesità grado I;
35-39,99=obesità grado II; 40 e più=obesità grado
III.
By-pass arterioso
Tecnica chirurgica che prevede di risolvere un
problema di restringimento arterioso (stenosi)
collegando il tratto a monte e a valle
dell’ostruzione mediante il posizionamento di una
vena prelevata da una gamba.
Calcio-antagonisti
Classe di farmaci spesso usati nel diabete per
curare l’ipertensione. Non sono la prima scelta.
Callo
E’
una zona di pelle molto ispessita (ipercheratosi)
che si forma nelle zone di maggiore pressione,
soprattutto sulla pianta dei piedi. Può ulcerarsi.
Calzatura ortopedica
Scarpa preparata su misura e con certe
caratteristiche che viene usata per prevenire la
comparsa o favorire la guarigione di lesioni ai
piedi.
Carboidrati
Insieme a lipidi e proteine sono i costituenti del
nostro organismo. Rappresentano una importante fonte
di energia e includono zuccheri semplici (ad esempio
glucosio) e zuccheri complessi (ad esempio l’amido).
Cardiopatia ischemica
E’
una condizione di sofferenza del cuore per un
insufficiente flusso di sangue nelle coronarie.
Include l’infarto del miocardio e l’angina pectoris.
Fa parte della macroangiopatia ed è più frequente
nel diabetico che nel non diabetico.
Carico orale di glucosio
E’
il test utilizzato per definire la tolleranza ai
carboidrati e viene somministrato soprattutto in
gravidanza, per svelare il diabete gestazionale, e
nelle persone a rischio di diabete. Al di fuori
della gravidanza un valore di glicemia 2 ore dopo un
carico orale di 75 g di glucosio pari o superiore a
200 mg/dl definisce la presenza di diabete anche se
la glicemia a digiuno non evidenzia il diabete e un
valore di glicemia 2 ore dopo un carico orale pari o
superiore a 140 mg/dl definisce la presenza di
ridotta tolleranza glucidica.
Carotidi
Sono le arterie che portano il sangue al cervello.
Possono essere colpite dalla macroangiopatia
(aterosclerosi).
Cataratta
Opacamente di una delle lenti dell’occhio
(cristallino). E’ più frequente nel diabete.
Chetonuria
Quantità di corpi chetonici presenti nelle urine.
Possono essere misurati a domicilio mediante
striscia reattiva a lettura visiva (il colore cambia
in funzione della quantità).
Circonferenza della vita
Viene misurata con un metro da sarto all’altezza
dell’ombelico e dà una misura della quantità di
grasso addominale.
Cistite
Infezione della vescica. E’ più frequente nel
diabete.
Claudicatio intermittens
Dolore alla gamba (in genere il polpaccio) causato
dall’arteriopatia obliterante. Compare camminando e
scompare fermandosi.
Conta dei carboidrati
Tecnica che prevede di calcolare quanti carboidrati
sono presenti negli alimenti che si mangiano in un
certo pasto per calibrare meglio la dose di insulina
da somministrare prima dello stesso.
Coronarie
Arterie che portano il sangue al cuore. Possono
essere colpite dalla macroangiopatia.
Coronarografia
Arteriografia delle arterie coronarie. Serve a
capire se ci sono placche aterosclerotiche che
ostacolano il normale passaggio del sangue.
Corpi chetonici
Sono molecole prodotte dal fegato a partire dagli
acidi grassi liberi quando questi ultimi sono molto
abbondanti e c’è carenza di insulina (diabete tipo
1). L’acetoacetato e il beta-idrossibutirrato sono
corpi chetonici misurati nelle urine (chetonuria).
L’acetone è eliminato col respiro e dà il
caratteristico odore all’alito. La chetonuria e,
soprattutto, l’alito acetonemico sono segni di grave
scompenso diabetico.
C-peptide
E’
una parte del pro-ormone proinsulina dal quale il
C-peptide si stacca nel processo di sintesi
dell’insulina dentro le cellule beta del pancreas.
Viene rilasciato da queste cellule in quantità
identica all’insulina (per ogni molecola di insulina
viene prodotta una molecola di C-peptide). Viene
misurato nel sangue soprattutto quando si vuole
capire se il pancreas produce ancora insulina in
soggetti che sono trattati con iniezioni di insulina
e in cui il dosaggio nel sangue di questo ormone non
darebbe alcuna informazione sulla sua produzione da
parte del pancreas.
Colesterolo
E’
un importante componente di tutte le cellule e il
precursore di molti ormoni. Livelli elevati
danneggiano le arterie e contribuiscono a causare
infarto del miocardio e ictus cerebrale. Nel diabete
va mantenuto sotto determinati livelli e per questo
i diabetici devono spesso prendere pastiglie per
abbassarlo. Più che il colesterolo totale vanno
considerati il colesterolo LDL (quello “cattivo”) e
il colesterolo HDL (quello “buono”). Il primo va
tenuto basso (sotto i 100 mg/dl). Il secondo alto (
sopra 40 mg/dl nell’uomo e sopra 50 mg/dl nella
donna). Il colesterolo nel diabetico va misurato
ogni 6-12 mesi.
Creatinina
E’
una sostanza filtrata dal rene ed eliminata con le
urine. Viene misurata nel sangue per valutare la
funzione renale. Aumenta se la funzione renale è
ridotta. Misurandola sia nel sangue che nelle urine
delle 24 ore si può calcolare la clearance della
creatinina che è un parametro più affidabile della
funzione renale della semplice creatinina del
sangue. La creatinina (o la clearance della
creatinina) va misurata nel diabetico ogni 6-12 mesi
(più spesso se il parametro è alterato).
Curva glicemica (vedi carico orale di glucosio)
Diabete gestazionale
E’
il diabete che compare in gravidanza e scompare dopo
il parto. Avere avuto il diabete gestazionale
costituisce una condizione di alto rischio di
diabete tipo 2.
Diabete monogenico
Rientrano in questa categoria rari tipi di diabete
che sono dovuti ad un difetto genetico maggiore e
che sono ereditari. Un esempio è il MODY.
Diabete secondario
E’
il diabete che compare come conseguenza di malattie
di alcuni organi (es. pancreas o fegato o rene) o
dell’uso di alcuni farmaci (es. cortisone).
Diabete tipo 1
E’
causato dalla distruzione delle cellule che
producono l’insulina da parte del sistema
immunitario. In pratica viene riconosciuto come
estraneo e quindi da distruggere ciò che estraneo
non è (autoimmunità). Per questo tipo di diabete è
assolutamente necessaria la terapia con le iniezioni
di insulina. Compare soprattutto in bambini,
adolescenti, giovani adulti e raramente inizia dopo
i 40 anni.
Diabete tipo 2
E’
la varietà più comune di diabete (più del 90% dei
casi) e dipende da una combinazione di deficit di
secrezione insulinica e di ridotta efficacia
dell’insulina (insulino-resistenza). E’ strettamente
legato all’eccesso di peso (obesità) ed è curato con
dieta e spesso pastiglie. Nel corso degli anni può
richiedere insulina per essere controllato.
Diapason
Strumento che viene usato per valutare la
sensibilità vibratoria.
Diario glicemico
E’
il quadernetto dove il diabetico scrive i valori
delle glicemie che misura a casa.
Dieta ipocalorica
Prescrizione dietetica finalizzata alla perdita di
peso corporeo.
Dieta isocalorica
Prescrizione dietetica finalizzata al mantenimento
del peso corporeo.
Disfunzione beta-cellulare
Riduzione della secrezione delle cellule beta del
pancreas.
Dislipidemia
E’molto frequente nel diabete ed è definita da
elevati trigliceridi e/o basso colesterolo HDL.
Va controllata con la dieta ed eventualmente con
i farmaci perché contribuisce al rischio di malattie
cardiovascolari.
Distrofia ungueale
Condizione in cui una o più unghie delle dita dei
piedi si rompono facilmente e si ispessiscono. A
volte è causata da infezioni da miceti (funghi).
Diuretico
Classe di farmaci che aumentano l’eliminazione di
sodio e di acqua con le urine, riducendo la
pressione arteriosa e l’accumulo di liquidi
nell’organismo (edema). Sono molto usati nel
diabete.
Ecocardiogramma
Studio della forma e della funzione del cuore
mediante ultrasuoni.
Ecocolordoppler vascolare
Studio della forma e della funzione dei vasi
sanguigni mediante ultrasuoni. Si applica
soprattutto allo studio delle carotidi e delle
arterie degli arti inferiori.
Educazione terapeutica
Insieme delle istruzioni e informazioni
somministrate al paziente diabetico per renderlo
capace di somministrarsi l’insulina, controllarsi la
glicemia a casa, gestire l’ipoglicemia, modificare
la terapia anti-diabetica, ecc.
Elettrocardiogramma
Studio dell’attività elettrica del cuore. Può essere
alterato per la presenza di insufficienza delle
arterie coronarie (cardiopatia ischemica). Può
essere eseguito durante sforzo (camminata su tapis
roulant o pedalata su cyclette)
Elettromiografia
Studio della funzione elettrica dei nervi e dei
muscoli, in genere delle gambe.
Emoglobina glicosilata o glicata (HbA1c)
E’
la percentuale di emoglobina alla quale è legato
glucosio. La percentuale è tanto maggiore quanto più
alta è stata la glicemia nei 2-3 mesi precedenti il
prelievo di sangue. Viene utilizzata per avere una
stima del livello medio di glicemia e, quindi, del
grado di compenso glicemico. Deve essere misurata in
tutti i diabetici 3-4 volte all’anno (ogni 3-4 mesi)
e il valore deve essere mantenuto idealmente sotto
il 7%, tranne casi in cui l’obiettivo è più alto per
una serie di motivi.
Endoarteriectomia
Tecnica chirurgica che prevede l’apertura di
un’arteria che ha un importante restringimento
(stenosi) per ripulirla. In genere viene utilizzata
per la carotide e la femorale.
Fenomeno dell’alba
Viene così definito il rialzo della glicemia che si
osserva in molti pazienti durante le ultime ore
della notte (fra le 4 e le 8 del mattino). Dipende
da un’esagerata produzione di glucosio da parte del
fegato e non ha nulla a che vedere con quello che si
ha mangiato la sera prima.
Fibrati
Classe di farmaci usati soprattutto per ridurre i
trigliceridi e aumentare il colesterolo HDL.
Riducono anche il colesterolo LDL
Filtrato glomerulare
Esprime la capacità dei reni a filtrare (depurare
dalle scorie) il sangue. Può ridursi nel diabete e
quindi va misurato periodicamente.
Fluorangiografia retinica
Esame in cui viene fotografato il fondo dell’occhio
(retina) dopo aver somministrato endovena un
colorante che permette di evidenziare bene i vasi
sanguigni.
Fotocoagulazione retinica
Terapia della retinopatia diabetica con la tecnica
del laser.
Fruttosamina
Corrisponde all’albumina (una delle principali
proteine del sangue) alla quale si è attaccato
glucosio. Il livello è tanto maggiore quanto più
alta è stata la glicemia nelle 2-3 settimane
precedenti il prelievo. Viene utilizzata per avere
una stima del livello medio di glicemia e quindi del
compenso glicemico.
Glicemia
E’
il livello di glucosio nel sangue. Il valore normale
a digiuno è compreso fra 70 e 99 mg/dl. Fra 100 e
125 mg/dl è la condizione di alterata glicemia a
digiuno. Una glicemia a digiuno uguale o superiore a
126 mg/dl definisce il diabete. La glicemia può
essere misurata anche a domicilio mediante striscia
reattiva, meglio se con un glucometro piuttosto che
con lettura visiva.
Glicemia post-prandiale
E’
il livello di glucosio nel sangue circa 2 ore dopo
l’inizio di un pasto (colazione, pranzo o cena). Va
mantenuta controllata perché un suo valore troppo
alto (più di 160-180 mg/dl) fa alzare l’emoglobina
glicosilata e contribuisce al rischio di sviluppare
complicanze.
Glicosuria
Quantità di glucosio presente nelle urine. Può
essere misurata con striscia reattiva a lettura
visiva colorimetrica anche a domicilio. La
glicosuria è un parametro di controllo del diabete
ormai privo di valore clinico.
Glinidi
Classe di farmaci orali per il trattamento del
diabete tipo 2. Includono la repaglinide. Agiscono
aumentando la secrezione di insulina.
Glitazoni (o Tiazolidinedioni)
Classe di farmaci orali per il trattamento del
diabete tipo 2. Includono il pioglitazone e il
rosiglitazone. Agiscono riducendo l’insulino-resistenza.
Glucagone
Ormone prodotto dalle cellule alfa del pancreas che
agisce aumentando la glicemia. Un’iniezione di
glucagone viene talvolta usata in caso di grave
ipoglicemia.
Glucometro
Apparecchio per la misurazione domiciliare della
glicemia mediante strisce reattive e una piccola
goccia di sangue del dito. Ne esistono di molti
tipi, dotati di memoria e di varie funzioni per
calcolare eventualmente i valori medi in vari
momenti della giornata.
Glucosio
E’
uno degli zuccheri semplici (monosaccaridi) che
circolano nel sangue (altri sono il fruttosio e il
galattosio). E’ la principale fonte di energia
rapidamente disponibile per tutte le cellule
dell’organismo. Le cellule producono energia
metabolizzando il glucosio.
Ictus cerebrale
E’
una condizione di sofferenza acuta di una parte del
cervello per insufficiente flusso di sangue dovuto
alla macroangiopatia. E’ più frequente nel diabetico
che nel non diabetico.
Indice di massa corporea (vedi Body Mass Index)
Indice glicemico
Indica il potenziale di innalzamento della glicemia
proprio di una quantità fissa (100 g) di un alimento
ricco di carboidrati. Il riferimento è in genere il
glucosio.
Infarto del miocardio
E’
una condizione di sofferenza acuta di una parte del
cuore per insufficiente flusso di sangue dovuto alla
macroangiopatia. E’ più frequente nel diabetico che
nel non diabetico.
Infezioni
Nel diabete le infezioni sono più frequenti e si
presentano tipicamente a carico del cavo orale,
della pelle, della vescica (cistite), dei genitali.
Quando si presentano determinano spesso scompenso
glicemico.
Inibitori delle alfa-glucosidasi
Classe di farmaci per il trattamento del diabete
tipo 2. Includono l’acarbosio. Agiscono rallentando
l’assorbimento intestinale del glucosio.
Inibitori di DPP-4
Classe di farmaci orali per il trattamento del
diabete tipo 2. Includono sitagliptina e
vildagliptina. Agiscono stimolando la secrezione di
insulina e riducendo la secrezione di glucagone.
Insufficienza renale
E’
la condizione in cui i reni funzionano male. Può
comparire nel diabete quando il compenso glicemico è
stato lungamente insoddisfacente.
Insulino-resistenza
Condizione in cui l’insulina ha una minore efficacia
biologica. Tipico del diabete tipo 2.
Instabilità glicemica
Situazione in cui, spesso senza motivi
identificabili, le glicemie oscillano da valori
troppo bassi a valori troppo alti sia nel corso
della singola giornata che da un giorno all’altro.
In questi casi il paziente misura da un giorno
all’altro, alla stessa ora, glicemia molto diverse,
pur avendo un’alimentazione e un’attività fisica del
tutto simili nei vari giorni.
Insulina
E’
l’ormone che controlla la glicemia ed è prodotto
dalle cellule beta delle isole di Langerhans del
pancreas. La sua carenza assoluta (diabete tipo 1) o
relativa (diabete tipo 2) causa l’innalzamento della
glicemia e, quindi, il diabete. Viene usata sempre
per il trattamento del diabete tipo 1 e in una
discreta percentuale di casi di diabete tipo 2,
soprattutto dopo molti anni di malattia, quando le
cellule che producono l’insulina tendono ad essere
esaurite.
Insulina pre-miscelata
Formulazioni di insulina che contengono sia insulina
rapida che insulina di durata intermedia. Sono usate
1-2 volte al giorno, soprattutto per il trattamento
del diabete tipo 2.
Ipertensione
Condizione in cui c’è aumento della pressione del
sangue nelle arterie. E’ molto frequente nel diabete
e può contribuire alle complicanze. Va controllata
mediante farmaci.
Ipoglicemia
Viene così definito un valore di glicemia inferiore
a 55 mg/dl, ma nel diabete tale valore è alzato a 70
mg/dl Si accompagna in genere ai seguenti disturbi:
palpitazioni (tachicardia), sudorazione abbondante,
tremori alle mani, senso di grande fame, stanchezza
estrema, confusione mentale, vista annebbiata e/o
doppia. Necessita di immediato intervento con
l’assunzione di zuccheri semplici (es. caramelle) e
complessi (es. cracker).
Ipotensione ortostatica
Calo eccessivo della pressione arteriosa passando da
sdraiati (o seduti) in piedi.
LADA (Latent Autoimmune
Diabetes of the Adult)
E’
una variante del diabete tipo 1 in cui l’attacco
autoimmune alle cellule che producono insulina è
lento e meno imponente rispetto al classico diabete
tipo 1, tanto che è curabile per anni con pastiglie.
Compare in età più avanzata rispetto al classico
diabete tipo 1.
Laser (vedi fotocoagulazione retinica)
Lipodistrofia
Zona del corpo dove c’è aumento irregolare del
grasso sottocutaneo. Si può osservare in zone in cui
vengono praticate le iniezioni di insulina. E’
reversibile.
Macroangiopatia diabetica
Lesioni ai vasi sanguigni di tipo aterosclerotico
causate dall’iperglicemia. Include l’infarto del
miocardio (cuore) e l’ictus cerebrale. Può comparire
nel diabete soprattutto quando il compenso glicemico
è stato lungamente insoddisfacente. Ad essa
contribuiscono anche l’ipertensione, la dislipidemia,
l’ipercolesterolemia, il fumo di sigaretta.
Metformina
E’
il farmaco di prima scelta nel trattamento orale del
diabete tipo 2. Agisce soprattutto riducendo l’insulino-resistenza.
Microalbuminuria
L’albumina è una proteina del sangue che in
condizioni normali compare nelle urine in quantità
minime. Quando la sua eliminazione con le urine
aumenta a 30-300 mg al giorno si dice che c’è
microalbuminuria. La microalbuminuria è un fattore
di rischio di nefropatia diabetica. Può comparire
nel diabete soprattutto quando il compenso glicemico
è stato lungamente insoddisfacente.
Microangiopatia
Stato di sofferenza dei piccolo vasi sanguigni. Può
comparire nel diabete soprattutto quando il compenso
glicemico è stato lungamente insoddisfacente.
MODY (Maturity Onset Diabetes
of the Young)
E’
una variante rara di diabete che assomiglia al tipo
2, è curato in genere con pastiglie e compare fra
20-30 anni in famiglie in cui il diabete è presente
in tutte le generazioni (nonno, genitore, figlio).
Nefropatia diabetica
Lesioni ai reni causate dall’iperglicemia. Può
comparire nel diabete soprattutto quando il compenso
glicemico è stato lungamente insoddisfacente.
Neuropatia autonomica
Lesioni ai nervi che regolano la funzione degli
organi interni (es. cuore, stomaco, vescica). Si può
manifestare con tachicardia fissa, ipotensione
ortostatica, difficoltà a svuotare lo stomaco o la
vescica. Può comparire nel diabete soprattutto
quando il compenso glicemico è stato lungamente
insoddisfacente.
Neuropatia diabetica
Lesioni ai nervi causate dall’iperglicemia. Include
la neuropatia sensitiva-motoria e la neuropatia
autonomica. Può comparire nel diabete soprattutto
quando il compenso glicemico è stato lungamente
insoddisfacente.
Obesità
E’
la condizione in cui c’è aumento di peso per eccesso
di tessuto adiposo. Si riconosce in genere
calcolando l’indice di massa corporea (o Body Mass
Index, BMI). Un valore di BMI di 30 o più definisce
la presenza di obesità. L’obesità è uno dei
principali fattori di rischio di diabete tipo 2 in
quanto riduce la sensibilità all’insulina (insulino-resistenza).
OCT (Ocular Computerized Tomography)
Studio della retina mediante gli ultrasuoni. Utile
soprattutto per cercare la presenza di edema
retinico.
Oftalmoscopia
Esame del fondo dell’occhio (retina) mediante
l’oftalmoscopio (una specie di lente di
ingrandimento dotata di luce che illumina la retina
attraverso la pupilla). Richiede in genere la
dilatazione della pupilla mediante un collirio e
viene fatta quasi sempre dall’oculista. L’esame mira
ed evidenziare eventuali alterazioni causate dal
diabete.
Parestesie
Sensazioni fastidiose, in genere alle gambe o ai
piedi, dovute a sofferenza dei nervi.
Penna (iniettore) per insulina
Strumento a forma di penna per la somministrazione
dell’insulina. Può essere una penna che richiede
l’uso di cartucce intercambiabili oppure una penna
pre-riempita da gettare dopo che la parte piena di
insulina si è esaurita. Montano aghi
intercambiabili.
Piede diabetico
Complicanza del diabete caratterizzata da lesioni ai
piedi (ulcera e/o necrosi) che traggono origine da
problemi di ridotto afflusso di sangue e/o ridotta
funzione dei nervi e/o alterazioni osteoarticolari.
Spesso complicato da infezione. Può comparire nel
diabete, soprattutto quando il compenso glicemico è
stato lungamente insoddisfacente.
Piede di Charcot
E’
un’espressione del piede diabetico in cui, per
effetto delle neuropatia e del carico anomalo sulle
ossa del piede, si determinano notevoli alterazioni
nella forma di queste ultime.
Polidipsia
Condizione in cui la persona beve molto per la
notevole sete.
Polineuropatia simmetrica distale
E’
la varietà più frequente di neuropatia somatica in
cui c’è riduzione della sensibilità e ci sono
fastidi (es. formicolii, trafitture, calore,
dolenzia) alle gambe e ai piedi. Può comparire nel
diabete soprattutto quando il compenso glicemico è
stato lungamente insoddisfacente.
Poliuria
Condizione in cui la persona urina molto.
Polsi pedidii
Sono le arterie dei piedi che vengono palpati dal
medico per avere una stima del flusso del sangue in
questi vasi.
Profili glicemici
L’insieme delle glicemie misurate dal paziente nei
vari momenti della giornata e in giorni diversi.
Proteine
Includono molecole che compongono le nostre cellule,
le fanno funzionare, controllano varie funzioni
fisiologiche (es. l’attività del cuore) e sono
abbondanti soprattutto nei muscoli (incluso il
cuore). Sono costituite da amino acidi. Nel diabete
tipo 1 scompensato la mancanza di insulina riduce la
sintesi di proteine (proteosintesi) e aumenta il
loro catabolismo (proteolisi).
Proteinuria
Normalmente nelle urine c’è una minima quantità di
proteine. Quando queste eccedono i 300 mg al giorno
si parla di proteinuria. Quando superano i 3 g al
giorno il quadro è definito sindrome nefrosica.
Retinografia
Fotografia della retina alla ricerca di eventuali
danni causati dal diabete.
Retinopatia diabetica
Lesioni alla retina causate dall’iperglicemia. Più o
meno severa, può comparire nel diabete soprattutto
quando il compenso glicemico è stato lungamente
insoddisfacente.
Ridotta tolleranza glucidica
E’
la condizione in cui la glicemia 2 ore dopo un
carico orale di glucosio è compresa fra 140 e 199
mg/dl. E’ una situazione di elevato rischio di
diabete.
Riflessi osteo-tendinei
Sono movimenti involontari evocati dalla percussione
di alcuni tendini con il martelletto. Includono il
riflesso rotuleo (al ginocchio) e achilleo (subito
sopra il calcagno). Esplorano la funzione dei nervi
e sono spesso ridotti nel diabete per effetto della
neuropatia somatica.
Rimbalzo iperglicemico
Fa
tipicamente seguito ad un’ipoglicemia sia per il
meccanismo di difesa dell’organismo (rilascio di
ormoni controinsulari come glucagone, adrenalina,
cortisolo) sia per l’assunzione di cibo in eccesso
per contrastare l’ipoglicemia.
Sartani (o antagonisti del recettore dell’angiotensina
II)
Classe di farmaci per il trattamento
dell’ipertensione. Insieme agli ACE-inibitori sono
la prima scelta nel diabete.
Scompenso glicemico
Condizione in cui le glicemia sono persistentemente
elevate.
Sensibilità dolorifica
E’
la capacità di percepire il dolore. Può essere
ridotta nel diabete, soprattutto ai piedi, per
effetto della neuropatia.
Sensibilità tattile
E’
la capacità di percepire il toccamento della pelle
con un oggetto (es. punta di spillo, batuffolo di
cotone). Può essere ridotta nel diabete, soprattutto
ai piedi, per effetto della neuropatia.
Sensibilità termica
E’
la capacità di distinguere la diversa temperatura di
oggetti messi a contatto con la pelle. Può essere
ridotta nel diabete, soprattutto ai piedi, per
effetto della neuropatia.
Sensibilità vibratoria
E’
la capacità di percepire le vibrazioni. Viene
esplorata a livello dei piedi mediante un diapason o
il biotesiometro. Può essere ridotta nel diabete per
effetto della neuropatia.
Sindrome Metabolica
E’
una condizione caratterizzata dalla presenza di
eccesso di grasso (sovrappeso oppure obesità),
dislipidemia (alti trigliceridi e/o basso
colesterolo HDL), ipertensione e alterata glicemia a
digiuno e/o dopo carico orale di glucosio. La
sindrome metabolica è un fortissimo fattore di
rischio di diabete tipo 2: quasi tutte le persone
con sindrome metabolica sviluppano il diabete tipo
2.
Sindrome nefrosica
Condizione in cui vie è notevole perdita di proteine
con le urine tanto che le proteine nel sangue
possono essere ridotte con comparsa di edema alle
caviglie. Può comparire nel diabetico con nefropatia
avanzata, soprattutto quando il compenso glicemico è
stato lungamente insoddisfacente.
Siringhe da insulina
Sono le classiche siringhe monouso in plastica per
la somministrazione di insulina, ora largamente
sostituite dalle penne.
Sovrappeso
Eccesso di peso corporeo rispetto all’altezza per
aumento moderato del tessuto adiposo.
Statine
Classe di farmaci molto usai nel diabete per ridurre
il colesterolo LDL.
Steatosi epatica
Aumento del contenuto di grasso (trigliceridi) nel
fegato. Si associa spesso al diabete, soprattutto in
caso di sovrappeso e obesità.
Sulfoniluree
Classe di farmaci per il trattamento del diabete
tipo 2. Include clorpropamide, glibenclamide,
gliclazide, glipizide, gliquidone, glimepiride.
Agiscono stimolando la secrezione di insulina.
Tessuto adiposo
E’
costituito da cellule adipose (adipociti), che sono
piene di trigliceridi e si localizzano in molte
parti del nostro corpo (soprattutto sulla pancia, i
glutei, le cosce). E’ una fonte di acidi grassi
liberi, i costituenti dei trigliceridi, molecole che
rappresentano la principale alternativa energetica
al glucosio per le cellule del corpo. Praticamente
tutte le cellule possono ossidare (“bruciare”) acidi
grassi in alternativa al glucosio per produrre
l’energia di cui hanno bisogno. In caso di diabete
scompensato i trigliceridi del tessuto adiposo
vengono smontati e gli acidi grassi liberi che li
costituiscono escono dalle cellule adipose e si
riversano nel sangue.
Trigliceridi
Sono uno dei grassi (lipidi) del sangue (insieme al
colesterolo) e sono anche la principale forma di
deposito dei grassi nel tessuto adiposo. Vanno
tenuti sotto i 150 mg/dl perché contribuiscono al
rischio cardiovascolare. Si riducono con la dieta o
con i farmaci.
Ulcera cutanea
E’
una lesione della pelle, in genere rotondeggiante, a
forma di cratere, più o meno profonda, con bordi in
genere spessi (callosi) che nel diabete può
comparire sotto la pianta dei piedi per effetto
della neuropatia. E’ favorita dalla pressione
dell’osso sottostante. Può infettarsi.
Urinocoltura
Ricerca di infezione delle urine coltivandole per
valutare la crescita di colonie batteriche.
Vasculopatia
Condizione in cui i vasi sanguigni arteriosi sono
colpiti dall’aterosclerosi e, quindi, veicolano meno
sangue. I vasi maggiormente colpiti sono le arterie
carotidi e i vasi del distretto cerebrale, le
coronarie, l’aorta, le arterie renali, le arterie
degli arti inferiori.
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